@uriel
non stavo richiamando esplicitamente una logica di branco per cui "se ne offendi una, le offendi tutte".
O meglio: non proprio come forse la intendi tu.
Il punto di vista scelto da Tajani è ridurre la relazione più importante della vita di due persone (la scelta della persona con cui vivere il — si spera — resto della vita, quella che condivide i tuoi sforzi quotidiani per affrontare le difficoltà del semplice esistere) alla stregua di scegliere qualcosa al supermercato. «Non cercare l'etichetta più sgargiante (che è sgargiante apposta per nascondere delle falle, delle conseguenze che ti deluderanno) ma prendi quella meno appariscente, più bruttina se vuoi, perché più affidabile.»
Il discorso di Tajani non riguarda quindi le peculiarità delle interazioni emotive o il modo in cui i caratteri si completano; non riguarda il rispetto reciproco né l'affetto, gli obiettivi comuni, il sostegno reciproco e tutte le cose che in un rapporto sono fondamentali per una durata lunga e soprattutto soddisfacente. Non riguarda neppure la felicità.
Riguarda solo le corna. E le corna le mette LEI, nel suo discorso. Lui? Boh, probabilmente anche, ma non è importante, dopotutto lui è uomo.
Un uomo può mettere le corna, ma guai se viene cornificato: gli cade il pisello e probabilmente gli rispunta solo col delitto d'onore (che in Italia avevamo come ACCETTABILE e legalissimo fino a neppure tanti anni or sono).
Mi fa infuriare un discorso come quello di Tajani e dell'altro che pure rincara la dose?
Certo.
Non perché sono donna, ma perché sono una persona. In una società civile dovremmo essere tutti in grado di comprendere quando un comportamento danneggia i diritti di una parte o di un aspetto della società e indignarci, rifiutarlo e far capire all'individuo che si sta comportando in modo lesivo verso una parte della società (e quindi verso tutti).
Ogni volta che non lo facciamo, che ci indignamo solo quando la cosa ci riguarda direttamente non stiamo agendo come una società con un tessuto sociale sano, ma come una galassia di corporazioni, pronte ad affossarne un'altra se ci torna comodo.
E questo comportamento porta al disastro (economico, sociale, e tutto il resto tra le cose importanti).
Quindi: sì, trattare le persone (incluso il proprio figlio, sia chiaro) come merce e acquirente è offensivo per tutti.
Spero che il figlio in privato gli abbia fatto un'adeguata lavata di capo.